Costi e finanziamento

Costi e finanziamento

Disattivazione e smaltimento

Costi e finanziamento Smantellamento e smaltimento

Costi di disattivazione e smaltimento compresi nel prezzo dell'energia

Secondo il principio di causalità, i costi totali per fase post-operativa, disattivazione e smaltimento dei rifiuti radioattivi sono compresi nel prezzo dell'energia nucleare. Considerando una durata dell'esercizio di 50 anni, ammontano a ca. 1 centesimo per ogni chilowattora. Da un lato, i costi vengono pagati direttamente durante la fase di esercizio delle centrali nucleari e, dall'altro lato, vengono prefinanziati dai proprietari degli impianti nucleari mediante due fondi separati. 

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Ulteriori informazioni

Fondo di disattivazione e Fondo di smaltimento

Per finanziare i costi di disattivazione e smaltimento, sono stati istituiti due fondi sotto la supervisione del governo federale:

Il Fondo di disattivazione (costituito nel 1984)

Questo fondo viene utilizzato per coprire gli oneri di smantellamento degli impianti nucleari fino alla loro esclusione dalla Legge sull'energia nucleare (LENu) e di smaltimento delle scorie che ne derivano.

Il Fondo per lo smaltimento (costituito nel 2000)

Mediante questo fondo vengono coperti tutti i costi di smaltimento dei rifiuti radioattivi che insorgono dopo la disattivazione definitiva di una centrale nucleare.

STENFO e studi sui costi

I proprietari delle centrali nucleari svizzeri pagano per 50 anni di esercizio sotto la vigilanza dello STENFO (Fondo di disattivazione per gli impianti nucleari e Fondo di smaltimento per centrali nucleari STENFO). Tali contributi, oltre ai rendimenti che il patrimonio del fondo genera nel corso degli anni, alimentano i fondi.

La base per determinare i contributi ai fondi è rappresentata dagli studi sui costi, aggiornati ogni cinque anni, i quali stimano i costi di disattivazione degli impianti nucleari e di smaltimento delle scorie radioattive. La procedura scelta in Svizzera, con rivalutazione periodica degli oneri futuri, fornisce cifre fondate e attendibili.

Specifiche e modalità per i calcoli degli studi sui costi

Il Consiglio federale ha stabilito la modalità e i valori base per i calcoli degli studi sui costi nell'Ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS). Un'ulteriore base vincolante per gli studi sui costi è rappresentata dal programma di smaltimento della Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra) approvato dal Consiglio federale.

Le linee guida stabilite dalle autorità tengono in considerazione l'orizzonte di lungo periodo per il quale vengono effettuati i calcoli. Da gennaio 2020, il rendimento reale medio del capitale del fondo auspicato a lungo termine è dell’1,6% annuo (rendimento nominale degli investimenti detratto il rincaro). Le esperienze accumulate fino ad ora con il Fondo di disattivazione costituito nel 1984 e il Fondo di smaltimento costituito nel 2000 mostrano che tale rendimento reale può essere ottenuto nel lungo periodo.

Domande e risposte

A lungo termine i fondi si sono sviluppati secondo l'importo teorico definito dalle autorità. Grazie agli studi quinquennali, all'adeguamento secondo il fabbisogno dei contributi annuali da parte dei proprietari degli impianti nucleari e una strategia d'investimento responsabile i risultati sono in linea.

 

 

 

Gli studi sui costi vengono effetuati, in modo prudenziale e con metodi scientifici, alla luce dello stato attuale delle conoscenze. Ne fanno parte anche le supposizioni riguardo alla data di insorgenza dei costi futuri e alla stima di eventuali costi di rischio. Ai fini della stima vengono considerate anche le inevitabili incertezze nelle previsioni. A tutte queste stime dei costi si contrappone il fatto che le conoscenze tecniche e l'esperienza internazionale nei progetti di disattivazione e smaltimento sono in costante aumento, mentre le incertezze sono in continua diminuzione. Inoltre, gli studi sui costi vengono aggiornati ogni cinque anni. Il rischio relativo ai costi si riduce quindi con il passare del tempo.

Qualora si verificano comunque costi imprevisti, il rischio è a carico dei proprietari degli impianti nucleari. Se un proprietario diventa insolvente, gli altri proprietari sono per legge tenuti a versare un contributo supplementare. Lo Stato subentra solo alla fine della cascata di assunzione dei costi che prevede cinque livelli. Solo qualora tali contributi supplementari siano economicamente insostenibili per un proprietario, l'Assemblea federale decide se e in che misura la Confederazione debba partecipare ai costi.

Il piano di versamenti nel fondo si basa su una presunta durata di esercizio delle centrali nucleari di 50 anni.

In caso di messa fuori servizio definitiva anticipata di un impianto, a partire dal 2024 il proprietario riceverà ai fini del calcolo dei contributi lo stesso trattamento che avrebbe ricevuto se avesse messo fuori servizio il suo impianto solo dopo 50 anni di esercizio: la riscossione dei contributi viene suddivisa su un periodo di 50 anni. I proprietari sono tenuti a coprire con i loro contributi l'intero ammontare dei costi di disattivazione e smaltimento, indipendentemente dalla durata del periodo di esercizio e dalla quantità di energia prodotta.

Link interni

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Studi sui costi 2011, 2016 e 2021

Responsabilità

Indennità e compensazioni

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Link esterni

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